Il contante non è il demonio. Le mafie usano criptovalute

Il contante non è il demonio. Le mafie usano criptovalute

“Le banconote in euro faranno sempre parte delle nostre vite. Esse sono un simbolo tangibile e visibile della nostra coesione in Europa, in particolare in tempi di crisi”. Sono parole di Christine Lagarde, che torna a riaffermare l’importanza del contante come moneta stabile per la vita dei cittadini. Ciò all’indomani dell’annuncio del restyling dei biglietti in euro, che entro il 2024 verranno in pratica riscritti con una nuova veste grafica. Una decisione che agli incalliti fautori di una società cashless e ai fissati sostenitori della demoniaca natura del contante, dovrebbe forse far ulteriormente riflettere circa la inattuabilità e, soprattutto, la inutilità di certe, prospettate soluzioni. Soprattutto in Italia, Paese che si accinge ad imporre un nuovo limite al contante dal primo gennaio 2022, il più basso in Europa. Mille euro, con i quali si intende dichiaratamente combattere il riciclaggio e l’evasione fiscale, quasi che i criminali siano spaventati da queste limitazioni, e quindi si faranno maggiori scrupoli nel trasportare qualche valigetta di preziose banconote.

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